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Descrizione
Il toponimo di Gairo deriva
dalle parole greche “ga” “roa”, “Terra che scorre”, con
riferimento alla precaria condizione idro-geologica che
interessa parte del territorio gairese. Il suo nome appare
per la prima volta in un documento ufficiale del 1217, “Domusnoas”,
“le case nuove”, nella piana adiacente al fiume Pelau. Nel
1951 un’alluvione comportò il trasferimento in quello che è
l’attuale centro abitato, costruito più a monte rispetto al
sito originario.
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Dalla zona montana è
possibile partire per innumerevoli itinerari naturalistici
ed archeologici che si snodano tra boschi ancora vergini ed
una fauna ricchissima: da Taquisara, raggiungendo la valle e
il laghetto di “Genna Orruali”, si può visitare la zona
archeologica e quella dei Tacchi calcarei e il monumento
naturale di “Perda e Liana”. Spiagge incantevoli e
incontaminate ed acque cristalline fra le più pulite
d’Europa: a partire da “Baccu’e Praidas”, proseguendo con la
“Marina di Gairo”, de “Su Sirboni” di “Cala’e Luas” e,
infine, di “Coccorrocci”.
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